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Un nuovo studio su Nature evidenzia che l’ infiammazione cronica può lasciare una memoria epigenetica nelle cellule, aumentando nel tempo la vulnerabilità alla crescita tumorale.

La ricerca suggerisce che il grasso viscerale e l’infiammazione cronica di basso grado causano alterazioni stabili nell’espressione genica, in particolare attraverso la metilazione del DNA, che predispongono le cellule immunitarie e adipose a risposte patologiche, che possono alimentare lo sviluppo del cancro in seguito.

Le alterazioni epigenetiche associate all’obesità (in particolare l’ipermetilazione dei geni oncosoppressori e l’ipometilazione degli oncogeni) possono persistere. Questa “memoria” fa sì che le cellule siano già programmate per un comportamento patologico (promozione tumorale) molto prima che venga rilevato un tumore.

Sebbene la perdita di grasso viscerale migliori il metabolismo, la memoria epigenetica impiega molto tempo a svanire. L’elevato rischio di cancro e di malattie croniche come il diabete di tipo 2 rimane alto per 5-10 anni dopo aver raggiunto un peso più sano.

Sebbene questi risultati evidenzino i pericoli a lungo termine dell’obesità, suggeriscono anche che una gestione costante del peso per molti anni sia fondamentale per invertire questi cambiamenti cellulari e ridurre il rischio di cancro a lungo termine.

Ecco quindi la domanda chiave:
Una significativa perdita di peso riduce l’incidenza e la mortalità per cancro?

Sì, diverse ricerche recenti, incluse quelle pubblicate su Nature, confermano che una perdita di peso intenzionale e significativa riduce drasticamente l’incidenza di numerosi tumori e la mortalità a essi correlata.🔬 Il modello emergente è il seguente:
L’infiammazione cronica, riprogramma i tessuti a livello epigenetico

Per anni abbiamo considerato l’infiammazione come una risposta temporanea del sistema immunitario. Oggi, la scienza — guidata da studi pionieristici su Nature e Cell — ci rivela una realtà più profonda: l’infiammazione cronica è un processo di riscrittura epigenetica

Quando un tessuto è esposto a un’infiammazione persistente (causata da eccesso di grasso viscerale, malattie  come la colite o stili di vita errati), l’ambiente cellulare si riempie di molecole segnale chiamate citochine. Queste molecole penetrano nel nucleo e agiscono come interruttori:
  • Metilazione del DNA: Vengono aggiunti gruppi chimici che “sigillano” i geni protettivi (come i soppressori tumorali).
  • Modifica degli Istoni: Le proteine attorno a cui si avvolge il DNA vengono alterate, rendendo alcuni geni pro-infiammatori permanentemente “aperti” e pronti all’uso.

Anche se l’infiammazione visibile scompare, le cellule rimangono in uno stato di allerta molecolare.

Due esempi emblematici mostrano come storie diverse portino allo stesso risultato:
  • Adiposità Viscerale:Il grasso addominale non è un deposito inerte; è sorgente  infiammatoria. La sua presenza costante riprogramma non solo gli adipociti, ma anche le cellule del sangue, creando un’eredità di insulino-resistenza che persiste dopo la dieta
  • Colite Cronica:   L’infiammazione intestinale persistente “istruisce” le cellule epiteliali della mucosa a dividersi più velocemente e a rispondere in modo esasperato agli stimoli infiammatori, spiegando perché il rischio oncologico resti alto anche nelle fasi di remissione della malattia e bassa vitalità.

La tua storia metabolica viene impressa biologicamente.

Questo sposta l’attenzione da:
“Hai un’infiammazione adesso?”

a “Da quanto tempo i tuoi tessuti sono esposti all’infiammazione?”

👉Da qui, scaturisce e  rafforza un messaggio:
La riduzione precoce e duratura del grasso viscerale non è solo cura metabolica, ma anche prevenzione del cancro a lungo termine.

La frontiera attuale è l’epigenetica reversibile. Se l’infiammazione ha scritto il codice, la scienza sta cercando le “gomme molecolari” per cancellarlo. Dieta specifica, attività fisica costante e nuovi percorsi di  cura possono riportare il software cellulare alla sua versione originale.

https://www.nature.com/articles/s41586-026-10258-4

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27410480/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40318928/

https://www.nature.com/articles/s41416-020-01154-3

Dott.ssa A. Lorella De Mariani

Lo Studio di terapie complementari della dott.ssa Anna De Mariani biologa indirizzo biomedico specialista in Biochimica Clinica, ha lo scopo di accompagnare la Persona ad uno stato di salute globale basato sia sull’aspetto fisico-metabolico che psichico attraverso le più svariate conoscenze che vanno dalla biochimica alla nutrizione ortomolecolare, dalla biologia clinica alla medicina naturale alla nutrigenetica ed epigenetica con l’obiettivo di raggiungere uno stato di salute ottimale.